Emergenza Nord Africa, Arci: “Non manderemo via nessuno”

Emergenza Nord Africa, Arci: “Non manderemo via nessuno”

 Per la prima volta, al Tavolo è stata invitata anche l’Arci, in quanto associazione tra le più diffuse sul territorio nazionale che si occupa dell’accoglienza di un gran numero di stranieri. Il Ministero rappresentato dal Prefetto Pria (capo dipartimento Libertà civili del Ministero), ha toccato la questione dei minori non accompagnati che resterebbero in carico al Ministero dell’Interno anche oltre il termine del 28 febbraio, così come i c.d. vulnerabili, cioè le persone definite tali dallo Sprar più le famiglie con minori. In entrambi i casi non è stato però preso né un impegno economico preciso né è chiaro questa ‘presa in carico’ in cosa consisterà. Il prefetto ha confermato che alle persone in uscita dai centri verrà erogato un contributo di 500 euro con modalità decise dalle singole prefetture. Il contributo non riguarderà le persone allontanate prima del 18 febbraio. Infine è stato ribadito che non verrà stabilita nessuna proroga al termine fissato del 28 febbraio. L’Arci, attraverso le sue strutture territoriali toscane ha deciso di inviare una lettera alle Prefetture, anche come forma di autotutela, in cui si fa presente che nei centri sono ancora presenti persone non in grado di costruirsi una vita autonoma, anche per le carenze delle autorità rispetto alla dotazione di strumenti in grado di garantire l’effettivo accompagnamento all’integrazione e all’inserimento socio-lavorativo.L’Arci sottolinea inoltre che non è compito dei soggetti gestori l’allontanamento o il trasferimento dei profughi dalle strutture, ma anzi associazioni come l’Arci sono tenute, ai sensi del proprio Statuto, a garantirne in ogni caso il rispetto dei diritti umani e la sicurezza sociale.L’auspicio è che al più presto vengano fornite dalle autorità in carica e, quando verrà insediato, dal nuovo Parlamento, indicazioni precise per uscire dall’emergenza Nord Africa con criteri di giustizia sociale e nel rispetto della dignità dei profughi.Va superata l’incertezza che ha caratterizzato questa vicenda, prima col ministro Maroni, che l’ha gestita solo come problema di ordine pubblico, e ora col ministro Cancellieri che appare restia a fornire risposte certe, efficaci e rispettose dei diritti delle persone coinvolte.L’Arci si è occupata dell’emergenza profughi provenienti dal Nordafrica sin dal momento in cui si verificarono a Lampedusa i primi sbarchi conseguenti le rivolte contro Gheddafi in Libia.L’Arci in Toscana ha aiutato queste persone accogliendole in alcune sue strutture e fornendo ausilio tecnico alle istituzioni sul fronte delle prassi relative alla normativa su rifugiati e richiedenti asilo.In Toscana, attualmente, le persone coinvolte nelle azioni di assistenza e accoglienza sono circa 600 (il numero comprende anche i soggetti c.d. vulnerabili).

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